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Il Movimento 5 stelle apre al Pd per la riforma elettorale

Il Movimento 5 stelle apre al Pd per la riforma elettorale
Redazione

Come confermato da Giuseppe Brescia, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, la forza politica guidata da Beppe Grillo intende inaugurare un nuovo corso fatto di dialogo, con l’esecutivo e con i partiti. L’intenzione è stata annunciata dal capogruppo nel corso di un incontro con i giornalisti, ed è dimostrata, innanzitutto, dalla volontà di confrontarsi con il capo del governo Matteo Renzi per quel che riguarda la legge elettorale.

La voglia di proseguire sulla strada del dialogo si evince anche dalle parole di un altro pentastellato, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, che ha precisato come non sia intenzione della forza politica a cui appartiene “vendere a scatola chiusa” il Democratellum, la proposta di riforma della legge elettorale partorita in rete con l’apporto degli attivisti del Movimento. Pare che però, per adesso, soltanto la legge elettorale sarà oggetto di confronto, dato che, per quel che riguarda le riforme costituzionali, il movimento intende prima accertarsi della presenza di pregiudiziali.

A detta di Brescia, la linea del dialogo è emersa in seguito a profonde riflessioni, scaturite da alcune discussioni condotte dai grillini nel corso dei loro incontri. Anche se, come si può desumere da alcune dichiarazioni di Di Maio, c’è anche altro: “Noi eravamo convinti di poter far cadere il governo Renzi con il risultato elettorale delle europee. Adesso si apre un’altra vita della legislatura e noi sentiamo la responsabilità di portare a casa la legge elettorale e dei risultati. Partendo dal presupposto che in questo parlamento ci dobbiamo stare”.

Disgiunzione tra voto di preferenza e voto di lista, circoscrizioni intermedie, preferenze negative per i “candidati impresentabili”, sistema proporzionale con sbarramento: questi i punti salienti della legge elettorale che i 5 stelle intendono sottoporre al premier nel corso di un eventuale incontro, al quale, con ogni probabilità, Grillo non prenderà parte. E per quel che riguarda lo streaming, Di Maio afferma: “Abbiamo solo detto che non avremmo fatto saltare l’incontro se ce lo rifiutavano, ma siamo contentissimi che si faccia”. Quanto poi alla spinosa questione dei “ribelli” costretti ad andare via dal movimento, dopo che il popolo del web ne aveva decretato l’espulsione, secondo di Maio “bisognerebbe vedere caso per caso”.

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