Cronaca

Il magistrato Ingroia si avvicina alla politica

Il magistrato Ingroia si avvicina alla politica
Fulvio Guerci

Seguendo le orme dei suoi illustri predecessori Antonio di Pietro, fondatore e leader dell’Italia dei Valori, e Luigi de Magistris, oggi sindaco di Napoli e anch’egli appartenente alla formazione politica dell’Idv, un altro magistrato compie il balzo dai Tribunali alla Politica: Antonio Ingroia, ex procuratore aggiunto di Palermo e protagonista di alcuni dei processi anti-mafia più importanti degli ultimi 10 anni, ha fatto recapitare al Csm (Consiglio superiore della Magistratura) una lettera di aspettativa “per motivi elettorali”.

Il magistrato, insomma, ha chiesto all’organo di appartenenza, un periodo di pausa lavorativa per adempiere alle sue funzioni di politico, che saranno concretizzate all’interno del suo neonato movimento “Io ci sto”, che verrà presentato il prossimo 21 dicembre presso il teatro Capranica di Roma. “Io ci sto“, altro non è che il manifesto di un movimento firmato dallo stesso Ingroia insieme ai sindaci di Palermo, Leoluca Orlando e di Napoli, Luigi de Magistris.

Ingroia, che ha rivelato l’intenzione di non partecipare alla corsa per l’approdo in Parlamento attraverso le prossime elezioni politiche del 2013, ha spiegato come il paese, oggi più che mai, necessiti di una vera e propria forza riformista che possa soppiantare un sistema politico troppo spesso complice delle organizzazioni criminali come la mafia e delle pratiche illecite come la corruzione.

In attesa della presentazione ufficiale è già stato reso noto il Decalogo di “Io ci sto”

1) Vogliamo che la legalità e la solidarietà siano il cemento per la ricostruzione del Paese

2) Vogliamo uno Stato laico, che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un’occasione per crescere

3) Vogliamo una scuola pubblica che abbia sia per gli insegnanti sia per gli studenti il criterio del merito, con l’università e la ricerca scientifica pubbliche non sottoposte al potere economico dei privati e una sanità pubblica con al centro il paziente, la prevenzione e il riconoscimento professionale del personale medico e infermieristico

4) Vogliamo una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento, ma l’eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico

5) Vogliamo che lo sviluppo economico rispetti l’ambiente, la vita delle persone, i diritti dei lavoratori e la salute dei cittadini e la scelta della pace e del disarmo sia la strada per dare significato alla parola “futuro”. Vogliamo che la cultura sia il motore della rinascita del Paese.

6) Vogliamo che gli imprenditori possano sviluppare progetti, ricerca e prodotti senza essere soffocati dalla finanza, dalla burocrazia e dalle tasse

7) Vogliamo la democrazia nei luoghi di lavoro e ripristinare il diritto al reintegro sul posto se una sentenza giudica illegittimo il licenziamento

8) Vogliamo che i partiti escano da tutti i consigli di amministrazione, a partire dalla RAI e dagli enti pubblici e che l’informazione non sia soggetta a bavagli

9) Vogliamo selezionare i candidati alle prossime elezioni con il criterio della competenza, del merito e del cambiamento

10) Vogliamo che la questione morale aperta in Italia diventi una pratica comune, mentre ci vogliono regole per l’incandidabilità dei condannati e di chi è rinviato a giudizio per reati gravi, finanziari e contro la pubblica amministrazione. Vogliamo ripristinare il falso in bilancio e una vera legge contro il conflitto di interessi.

 

 

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