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Il governo Letta incassa a sorpresa la fiducia di Berlusconi

Il governo Letta incassa a sorpresa la fiducia di Berlusconi
Redazione

Tanto rumore per nulla. Potrebbe essere il famoso titolo shakespeariano il perfetto riassunto del pomeriggio vissuto al Senato della Repubblica Italiana, dove il governo di Enrico Letta ha incassato una solida fiducia che ha visto, a sorpresa, convergere verso il sì anche i voti del PDL.

Nei giorni scorsi, tra dichiarazioni, tentativi di riconciliazione, minacce e smentite, l’unica certezza sembrava la volontà di Silvio Berlusconi di andare dritto per la sua strada e negare la fiducia, aprendo, di fatto, la via a una crisi di governo. La Borsa aveva reagito male e si era rialzata solo nel momento in cui era sembrato che un gruppo di senatori del PDL fosse pronto a sostenere comunque l’attuale esecutivo.

In aula, però, prima del voto decisivo, il Cavaliere, arrivato quando Letta aveva già cominciato il suo discorso, ha preso la parola e ha annunciato, a sorpresa, la propria intenzione di dare la fiducia al governo. Le motivazioni espresse ribadiscono i motivi per i quali, pochi mesi fa, Berlusconi cercò con forza un accordo tra PD e PDL per la formazione del governo. Per questo, interrogato sull’apparente drastico cambio di rotta, il fondatore di Forza Italia ha voluto sottolineare che la sua non è stata una marcia indietro, ma un atto di responsabilità nell’ottica di dare al Paese il tempo e le forze per quelle riforme strutturali necessarie alla sua crescita.

A questo punto il governo esce sicuramente rafforzato da questo scenario, mentre, paradossalmente, la repentina decisione del suo leader sembra aver acuito le incrinature tutte interne al PDL. Tra i più decisi, secondo le voci che provengono dalle stanze del centrodestra, c’è l’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, apparentemente intenzionato a formare un gruppo separato dei Popolari, ma, tra fedelissimi del Cavaliere, un Angelino Alfano che, forse per la prima volta, ha preso una posizione abbastanza netta fin da subito per una linea coerente di sostegno a Letta, e altre variabili più o meno “impazzite”, è difficile prevedere cosa riserverà il futuro.

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