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Il consumo di droghe in gruppo non è reato

Il consumo di droghe in gruppo non è reato
Fulvio Guerci

Con una sentenza piuttosto inaspettata, la Corte di Cassazione ha stabilito che è “penalmente irrilevante” il consumo di sostanze stupefacenti in gruppo, ossìa, si legge nel testo definitivo, delle droghe utilizzate come “acquisto comune” ma anche nell’ipotesi di “mandato all’acquisto”.

Rigettando di fatto il ricorso della parte civile in merito alla sentenza del giudice in merito alle indagini di Avellino che avevano dichiarato il “non procedere” a carico di un uomo “perchè il fatto non sussiste”, la Corte ha di fatto risolto a favore di un imputato, creando un precedente unico nel suo genere, e screditando la famosa legge Fini-Giovanardi del 2006.

L’eccezionalità dell’evento giuridico nasce dal fatto che, nonostante a Cassazione avesse da sempre considerato irrilevante l’utilizzo di sostanze stupefacenti in gruppo, negli ultimi anni erano state diverse le decisioni più severe per coloro che hanno usufruito di droghe. Dopo alcune condanne di reato, la Suprema Corte ha quindi ribadito con vigore la propria posizione originaria.

L’ultima pronuncia dei magistrati, coordinati dal presidente Ernesto Lupo, compie quindi una virata verso il passato e riafferma come sia “penalmente irrilevante in entrambe le ipotesi la duplice ipotesi di mandato all’acquisto o dell’acquisto comune”. Ancora ignote le motivazioni della sentenza che, come di norma, si conosceranno solo fra un mese.

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