Economia

Ikea, Esselunga e Coop dicono no all’aumento dell’IVA

Ikea, Esselunga e Coop dicono no all’aumento dell’IVA
Redazione

L’aumento dell’Iva di un punto percentuale, dal 21 al 22%, non agita soltanto le acque della politica, dando il pretesto alla rottura della coalizione delle larghe intese che ha sinora supportato il governo diretto da Enrico Letta, ma anche quelle dell’economia reale.

In un momento difficilissimo, in cui la crisi continua a riverberarsi in maniera pesantissima sui bilanci familiari, anche per effetto di buste paga e pensioni troppo leggere, la nuova stangata in arrivo rischia di ripercuotersi in maniera drammatica sulla capacità di acquisto degli italiani, provocando l’ennesima gelata sui consumi.
Il rischio è stato compreso in particolare dalla grande distribuzione, se si pensa che gruppi come Ikea, Coop e Esselunga hanno deciso di non applicare l’aumento. La nota diramata da Esselunga al proposito è un vero e proprio atto di accusa contro le politiche adottate dagli esecutivi che si sono succeduti nel corso dei lunghi anni della crisi. Nel documento si afferma che l’aumento di un punto percentuale di Iva interesserebbe il 30% delle merci esposte e che il gruppo non ha alcuna intenzione di far ricadere sulle famiglie un provvedimento che ne azzererebbe la capacità di spesa, come del resto fatto in una situazione analoga, quella del settembre 2011.

Analoghe considerazioni sono arrivate da parte di Coop e Ikea, altri primattori della grande distribuzione che affermano a chiare note il loro disappunto per un provvedimento che suona come l’ennesimo schiaffo ad un paese sempre più in crisi e appesantito da una tassazione che appare vessatoria.

Per capire l’incidenza di questo aumento dell’Iva, basta guardare le proiezioni fatte dalle associazioni dei consumatori, che fissano a circa trecentocinquanta euro a famiglia la sua incidenza. Una cifra che va a calarsi in una situazione che vede ormai azzerata la capacità di spesa degli italiani e che colpisce settori già messi in ginocchio nei mesi precedenti dai continui rincari.
Basti pensare ai carburanti, che aumenteranno dal centesimo e mezzo al litro per la benzina, allo 0,7 del Gpl e i cui consumi sicuramente risentiranno ancora una volta degli aumenti. Va infatti ricordato che già a maggio era stato segnalato un crollo dei consumi di benzina e gasolio destinato all’autotrazione, calati del 4,5%, incidendo in negativo sul gettito erariale che in un anno era sceso di oltre il 2%.

Se si pensa che anche un settore vitale come quello dell’Energia sarà interessato da rincari che sterilizzeranno in parte lo sconto accumulato del 7,8% annunciato venerdì, si può comprendere come ancora una volta il mondo della politica abbia dimostrato di essere distante anni luce dal mondo reale e troppo concentrato sui suoi problemi, per poter pensare di risolvere quelli dei cittadini.

Aumento-Iva-2013

Commenta la notizia

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Economia

Altro in Economia