Scienza

I videogiochi aiutano i bambini dislessici

I videogiochi aiutano i bambini dislessici
Fulvio Guerci

Dopo tante critiche, finalmente una buona notizia per il mondo dei videogiochi, tanto amato dai ragazzini di ogni età.
Uno studio condotto dall’Università di Parma e appena pubblicato sulla rivista “Current Biology” dimostrerebbe che i videogames d’azione hanno la capacità di sviluppare ed aumentare l’attenzione visiva negli utilizzatori, favorendo una più rapida acquisizione delle informazioni dal contesto esterno.

I testo sono stati condotti su un campione di bambini di età compresa tra i sette e i tredici anni che, nell’arco di due settimane, hanno trascorso dodici ore applicandosi al gioco con la consolle wii. In particolare, gli scienziati hanno valutato la capacità di concentrazione e di lettura prima e dopo sedute di gioco (con differenti giochi, di azione e non) da 80 minuti l’una, rilevando che i bambini che si erano applicati a videogiochi d’azione manifestavano una maggiore velocità di lettura, senza perdere in precisione, sia rispetto a quelli che non avevano usato i videogame, sia rispetto a quelli che avevano utilizzato giochi differenti. I bambini sottoposti agli stimoli dei videogiochi di azione, poi, hanno ottenuto risultati migliori rispetto agli altri anche nei test di attenzione.

L’applicazione dei giochi elettronici nello stimolo delle capacità intellettive dei soggetti dislessici ha, dunque, evidenziato risultati sorprendenti, superiori a qualunque trattamento tradizionalmente utilizzato in precedenza, presentando, inoltre, il valore aggiunto di costituire un esercizio divertente e particolarmente gradito dai piccoli pazienti.

L’utilizzo dei videogiochi, pur avendo prodotto risultati apprezzabili nel miglioramento dei parametri di attenzione e velocità di lettura nei piccoli pazienti dislessici, non può essere raccomandato senza la costante supervisione di uno specialista.
Su indicazione dei medici dell’Università di Padova che hanno effettuato lo studio, si pensa ora di mettere a punto alcuni videogame – da distribuire nelle scuole primarie – appositamente studiati per stimolare i bambini a rischio dislessia.

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