Cronaca

I due Marò restano in Italia, tensione con l’India

I due Marò restano in Italia, tensione con l’India
Fulvio Guerci
Svolta nella vicenda dei due marò italiani sotto processo in India per omicidio: il Ministro degli esteri Terzi ha infatti annunciato che non torneranno nel paese asiatico alla conclusione del permesso concesso loro per votare.
La decisione è stata presa sentendo i responsabili dei dicasteri della Giustizia e della Difesa conseguentemente ad una presunta violazione del diritto internazionale da parte del governo indiano.
L’Italia ha dunque aperto una controversia e deciso di trattenere i due militari ritenendo che la giurisdizione sul caso non spetti all’India in forza di una Convenzione delle Nazioni Unite dell’82.
Allo stesso tempo la Farnesina conferma la propria disponibilità a comporre la controversia istituendo un arbitrato internazionale: per Terzi permane la volontà di cercare una soluzione condivisa ma, nel frattempo, la giurisdizione è italiana e quindi i marò Massimiliano LatorreSalvatore Girone restano.
Tiepida la reazione indiana che assicura di curarsi con attenzione dei rilievi formulati dalla Farnesina, quest’ultima del resto esprime l’auspicio che nulla cambi nei rapporti con il gigante asiatico facendo sapere di non ritenere il caso chiuso, ma soltanto di considerare inopportuno che la vicenda marò venga giudicata da un giudice terzo, privo di competenza.
Niente altro che felicità invece per i due marò finalmente tornati liberi nel loro paese e impazienti di tornare al loro mestiere di fucilieri della Marina.
Giacomo Aiello, avvocato di Latorre e Girone, esprime soddisfazione per il ritorno della questione al suo ambito di pertinenza, ovvero il diritto internazionale. Accolta con entusiasmo la notizia dai sindaci di Bari e Taranto, città di residenza dei due soldati, mentre Sandro Gozi, leader dell’associazione Italia-India, seppure soddisfatto, si augura che la soluzione sia stata trovata in concerto con le autorità indiane.
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