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Heartbleed, ancora 300mila server a rischio

Heartbleed, ancora 300mila server a rischio
Gianluca Simeone

Si pensava che il pericolo fosse passato, ma invece Heartbleed, il bug che per più di due anni ha minacciato i server di tutto il mondo, torna a minacciare la rete. Secondo la ricerca di un esperto del settore, Robert David Graham, pubblicata dal blog The Verge, sarebbero infatti oltre tre mila i server che rischiano ancora di essere compromessi dal bug.

Nel corso di questi ultimi due anni il numero dei server vulnerabili si è dimezzato, eppure non è bastato questo a fermare completamente Heartbleed. Secondo Graham, i tre mila server ancora esposti al pericolo di contaminazione starebbero mettendo a rischio gli utenti di tutto il mondo. Il ricercatore ha incoraggiato i siti più piccoli a prendere le giuste precauzioni per proteggere gli internauti dal rischio di vedere compromessi i propri dati. 

Il bug sfrutta una vulnerabilità individuata nel codice OpenSSL che viene utilizzato come sistema crittografico per la protezione di dati sensibili come password, dati di navigazione e numeri di carte di credito. Tutti dati delicati che potrebbero rappresentare una seria minaccia alla sicurezza dei singoli individui che usufruiscono della rete. 

Il pericolo non riguarderebbe però esclusivamente i navigatori della rete. Sembrerebbe infatti che Heartbleed sia in grado di consentire anche la clonazione di siti. Come sottolineato da Graham, si tratterebbe a tutti gli effetti di uno dei bug più pericolosi che sia mai circolato in rete. Quando il bug fece la sua prima comparsa, i colossi Facebook e Google corsero immediatamente ai ripari. Adesso si spera che anche i siti più piccoli, dopo la pubblicazione della ricerca, agiscano prima che sia troppo tardi.

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