Grillo in piazza Duomo con Fo: “Arrendetevi, siete circondati”

Grillo in piazza Duomo con Fo: “Arrendetevi, siete circondati”
Fulvio Guerci

“Arrendetevi, siete circondati”. Con queste parole di sapore cinematografico, che sanno di assedio, di forza, che ricordano altre proteste, magliette irredentiste, e violenze rintanate nella storia di questo paese … con queste parole rivolte alla vecchia guardia della Politica italiana, quella politica, “vecchia”, sorpassata, obsoleta, di cui avverte ancora l’odore di naftalina, Beppe Grillo apre il comizio in Piazza Duomo a Milano.

Migliaia di persone presenti in Piazza Duomo e più di trentacinquemila utenti che assistevano all’evento in diretta streaming sul canale di Youtube. “Arrendetevi, ritiratevi, dovete andarvene e vi promettiamo che non useremo violenza su di voi”. “La carezza del demente” è l’unica concessione che il leader del Movimento 5 stelle intende fare ai suoi avversari politici. E non spende una parola sull’apertura di Bersani ad un dialogo con i grillini, e irride il “nano – Silvio Berlusconi” riguardo la dichiarazione per cui si dovrebbe “fare politica per passione”. 

Due sono gli obiettivi politici di Grillo: le dimissioni di una politica morta, che non ha più niente da dire e la polemica contro una classe giornalistica accusata di boicottaggio, di collusione con il vecchio fronte, che fa il gioco dei partiti e tenta di ridimensionare o peggio ignorare un fenomeno, quello del Movimento 5 stelle, che nato dal nulla è divenuto, forse, il secondo partito. Gli unici giornalisti accolti sul palco sono infatti stranieri, a terra gli italiani. Le parole del comico infiammano la folla, anche quando è silenziosa, quando è commossa, quando è illuminata da una speranza: il cambiamento.
E Grillo, da astuto mattatore e incantatore di folle lo sa e allora urla, e proclama che il tempo del cambiamento è arrivato, che il turbine anzi, lo “tsunami” del cambiamento è già in atto. E la folla è lì, trepidante, Le proposte, in prospettiva di questo annunciato cambiamento abbondano, e anche le più improbabili passano di soppiatto, in quel bagno di tangibile phatos rappresentato dalla piazza milanese. Visibilmente emozionato è Dario Fo, emblema di quell’Italia che vale, secondo il parere del genovese. Ottantasette anni e la forza di strappare il microfono a Grillo per dichiarare che “Mi sembra di esser tornato indietro di molti anni, alla fine della guerra mondiale quando c’era tanta gente piena di gioia e con la speranza di cambiare”. Anche Fo, co-autore del libro del libro “Il grillo canta sempre al tramonto” – edizioni Chiarelettere – sente il turbine del cambiamento spirare, tra i proclami del M5s e i volti della folla. “Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno”. Siatene certi.
Grillo-Milano-5Stelle
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