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Grecia verso il referendum, code ai bancomat

Grecia verso il referendum, code ai bancomat
Redazione

Le lancette dell’orologio hanno superato la mezzanotte del 30 giugno, ma per quanto riguarda la Grecia ed il suo debito nei confronti dell’Fmi si continua ancora a discutere. Con Alexis Tsipras che ha presentato una nuova proposta che l’Eurogruppo dovrà valutare, un Eurogruppo del quale fa parte anche la Germania, che non sembra convinta della proposta.

A livello formale la Grecia è ormai in default, ma la nuova proposta ellenica ha di fatto prolungato le trattative oltre alla scadenza naturale. Intanto proseguono i preparativi per il referendum di domenica prossima, ed in piazza ad Atene si sono svolte manifestazioni in favore del “si”. In sostanza la richiesta greca torna a cercare un prolungamento per il rimborso dei soldi dovuti e da parte dell’Eurogruppo c’è stata una prima fase di consultazioni in videoconferenza, ed è stata poi fissata una nuova successiva riunione.

Nello stesso tempo l’agenzia Fitch ha disposto il taglio del “rating” della Grecia, che da CCC è passato a CC. Il prossimo appuntamento per la Grecia è fissato al 20 di luglio, data nella quale scadrà il termine per il rimborso da parte del paese ellenico di ulteriori 3,4 miliardi di euro, questa volta verso la Bce. Un rimborso che sembra impossibile allo stato odierno, in quanto le casse del governo sono completamente vuote. La speranza di Tsipras è quella di discutere con i creditori, prima di questa scadenza un piano alternativo, nel quale sia compresa anche una riduzione del debito.

Speranze che per ora si scontrano contro la posizione negativa di Angela Merkel, che non vuole nuove trattative prima che il popolo greco si sia schierato in occasione del referendum. In dettaglio nella proposta inviata dal premier greco si parlava di un nuovo prestito al suo paese da parte dell’Esm, e di una diversa scaletta di rimborsi verso il fondo Esfs. Due richieste che cozzano contro le linee normalmente applicate dall’Eurogruppo e che per questo sono state respinte, dopo una breve analisi, anche perché i tempi tecnici non consentivano di prenderne atto. A margine continuano anche le pressioni dell’amministrazione Obama, che chiede di continuare le trattative, temendo l’uscita della Grecia dall’Euro, ed un eventuale passaggio nell’area di influenza della Russia.

 

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