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Gli studenti in Erasmus non potranno votare alle elezioni 2013

Gli studenti in Erasmus non potranno votare alle elezioni 2013
Fulvio Guerci

I circa 25 mila studenti italiani che nelle date del 24 e 25 febbraio 2013 si troveranno all’estero per l’Erasmus universitario, non potranno votare per elezioni politiche. A stabilirlo è il Decreto numero 226 del 22 dicembre 2012 emanato dal Presidente della Repubblica e confermato dal Consiglio dei Ministri che ieri pomeriggio ha ribadito come le difficoltà organizzative che hanno portato a questa decisione sono ritenute, anche alla luce di alcune revisioni, “insuperabili”.

A nulla, se non a riportare l’attenzione su questo delicato tema, sono valse le manifestazioni di dissenso mostrate dagli studenti che per certo si troveranno all’estero fra un mese. Dopo la conferma del provvedimento attraverso i social network si era infatti scatenata una protesta su larga scala. Le lamentele, più che legittime, degli universitari in altri paesi d’Europa, sono state, almeno all’apparenza, prese in considerazione da Palazzo Chigi, che però non ha fatto altro che ribadire la propria posizione giustificando l’impossibilità di concedere il voto all’estero per le grandi difficoltà organizzative che ciò comporterebbe.

Il problema nasce dal punto 2 del decreto in cui viene regolato il voto per “i cittadini italiani temporaneamente all’estero”: legittimati del diritto di voto per corrispondenza sono, previa apposita dichiarazione,le Forze armate e le Forze di polizia temporaneamente all’estero in quanto impegnati nello svolgimento di missioni internazionali; ai dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente all’estero per motivi di servizio; a professori e ricercatori universitari che si trovano in servizio presso istituti universitari e di ricerca all’estero.

Per tutti gli altri, e quindi anche per gli studenti in Erasmus, il testo del decreto è chiaro: “I cittadini italiani che si trovino temporaneamente all’estero e non appartengano alle tre categorie sopraindicate potranno votare esclusivamente recandosi in Italia presso le sezioni istituite nel proprio comune di iscrizione nelle liste elettorali”.

Ma i ragazzi non ci stanno e fanno sentire la loro voce. C’è chi paragona il proprio voto a un pezzo di carta igienica, chi si rifà a princìpi costituzionali e chi scrive “Non ho i soldi per prendere l’aereo e tornare in Italia”. Ed anche l’ opzione più complessa per ottenere il voto, cioè iscriversi all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero, è una strada con più rischi che benefici.

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