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Frasi infelici di Tavecchio, scricchiola la sua candidatura alla Figc

Frasi infelici di Tavecchio, scricchiola la sua candidatura alla Figc
Pietro Gagliardi

Parole “impropriamente usate” ma “senza alcun intento offensivo”. Carlo Tavecchio, candidato alla presidenza della Figc, cerca di correre ai ripari dopo l’infelice uscita sui calciatori extracomunitari in Serie A.

L’eco di quelle parole (“Noi diciamo che “Opti Poba” è venuto qua che prima mangiava le banane e ora gioca titolare nella Lazio e va bene così”) non smette però di risuonare, tanto in Italia quanto a livello internazionale, arrivando anche ai vertici del calcio.

Proprio la FIFA, assieme all’Unione Europea, chiede infatti alla Federazione Italiana un’indagine approfondita sui comportamenti di Tavecchio, e sulle parole pronunciate durante quella conferenza stampa. La marcia indietro del candidato presidente è però solo parziale: “Ho fatto un’uscita infelice”, ha dichiarato, aggiungendo però che “per il mio vissuto pochi hanno fatto quello che ho fatto io per il Terzo mondo”.

Anche il sostegno alle proprie spalle sembra quasi immutato, con il Milan che attraverso le parole di Adriano Galliani invita a non stigmatizzare la persona, per quella che l’Ad ritiene solo “una battuta certamente infelice”. Tra i grandi club di Serie A, solo Fiorentina e Juventus contrastano apertamente l’attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti, mentre tra i cosiddetti “piccoli” si registrano le ampie perplessità della Sampdoria e del neopromosso Cesena.

Nonostante l’apparente compattezza del fronte pro-Tavecchio, però, la corsa alla poltrona di presidente Figc sembra d’un tratto rianimarsi. Il principale sfidante, l’ex centrocampista ed attuale vicepresidente della Figc Demetrio Albertini, ha aspramente criticato la gaffe di Tavecchio: “La sua frase si commenta da sé, ci ha messo in difficoltà a livello internazionale”, ha esordito, per poi ribadire: “Conosciamo tutti le regole, ci deve essere tolleranza zero verso alcuni tipi di comportamento”.

Albertini ha alle proprie spalle soprattutto Assocalciatori e Assoallenatori, ma di sfruttare l’onda lunga del caso-Tavecchio per guadagnare consensi anche agli occhi dei club. L’appuntamento è dunque per l’11 agosto per una lotta senza esclusione di colpi.

Tavecchio-carlo

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