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Fotoreporter italiano ucciso negli scontri in Ucraina

Fotoreporter italiano ucciso negli scontri in Ucraina
Redazione

La notizia tanto temuta ha avuto la sua ufficialità. Il fotografo italiano Andrea Rocchelli, coofondatore del collettivo fotografico Cesuralab è stato ucciso mentre si trovava in Ucraina per un servizio fotografico del teatro di guerra e sommosse civili scoppiate nei mesi scorsi Russia e Ucraina. A darne la conferma è la Farnesina che, ieri sera, ha ufficialmente confermato che il 30enne piacentino ha perso la vita assieme all’interprete Andry Mironov, un russo 54enne ex dissidente sovietico, che lo seguiva nel lavoro sul campo.

I due hanno trovato la morte assieme nei pressi di Sloviansk, nel villaggio di Andreevka, oggi controllato dai filo russi, i primi ad accusare gli ucraini dell’uccisione dei due giornalisti. Secondo i sostenitori di Mosca i colpi mortali che hanno raggiunto l’auto su cui viaggiavano i due colleghi, sarebbero stati sparati da un mortaio dei sostenitori di Kiev, ma di ciò, ovviamente, non si può avere conferma.
Trasportati dal centro medico di Andreevka all’ospedale di Slaviansk, i corpi delle vittime sono stati riconosciuti grazie ai documenti e alla strumentazione di cui erano provvisti al momento della morte.

E mentre i genitori del giovane hanno già raggiunto la capitale Kiev assieme a una delegazione italiana, parole di cordoglio sono state espresse dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che parlato di profondo dolore invitando il governo di Kiev ad aprire un’inchiesta di indagine.
Rocchelli lascia la sua compagna e suo figlio mentre nell’est Europa la situazione diventa sempre più critica con raid, guerriglia civile ed eserciti schierati notte e giorno.

Andrea Rocchelli

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