Fitto, ex ministro Pdl, condannato per tangenti

Fitto, ex ministro Pdl, condannato per tangenti
Fulvio Guerci

BARI. Con l’accusa di corruzione, illecito finanziamento ai partiti e un episodio d’abuso d’ufficio i giudici del Tribunale di Bari hanno condannato l’ex ministro Raffaele Fitto a 4 anni di carcere e all’inibizione per 5 anni dai pubblici uffici nell’ambito del processo “La Fiorita” in cui erano coinvolti 30 imputati. Assoluzione invece per gli altri reati lui contestati tra cui peculato e un altro abuso d’ufficio. Colpito anche l’imprenditore Giampaolo Angelucci per cui i magistrati hanno formulato la condanna di 3 anni e 6 mesi.

All’ex ministro del Popolo della Libertà venivano contestati una serie di reati compiuti all’epoca della sua guida alla presidenza della regione Puglia. In particolare era finita nel mirino degli inquirenti una maxi tangente da 500 mila euro che l’editore e imprenditore romano, Giampaolo Angelucci avrebbe versato nelle casse della «Puglia Prima di Tutto», il partito che faceva capo proprio a Fitto.

Secondo la Procura ci fu un presunto illecito per garantire alla società “La Fiorita” i servizi di pulizia, pulizia, sanificazione ed ausiliariato da parte di enti pubblici e di Asl pugliesi, e l’affidamento di un appalto da 198 milioni di euro ad una società di Angelucci per la gestione di 11 residenze sanitarie assistite (Rsa). I fatti contestati si riferivano al periodo 1999-2005. Numerose condanne per illeciti amministrativi hanno colpito le numerose società coinvolte, a partire da quelle del gruppo Tosinvest come il Consorzio San Raffaele.

Le richieste di condanna del pubblico ministero erano state in tutto 27, una assoluzione e una prescrizione degli atti. Accanto a ciò erano stati richiesti risarcimenti per 5 milioni di euro per la contestazione di episodi di corruzione, falso e turbativa d’asta. Le Asl della regione Puglia hanno presentato richieste di risarcimento. Fitto non ha ancora commentato la sentenza, lo farà oggi in conferenza stampa.

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