Fassino insultato fà il dito medio ai tifosi del Torino

Fassino insultato fà il dito medio ai tifosi del Torino
Redazione

“Sono stato aggredito e non mi scuso”. Con queste parole il sindaco di Torino Piero Fassino ha voluto mettere la parola fine su quanto accaduto domenica sera all’interno del mitico stadio Filadelfia. Per ricordare il Grande Torino, falciato via dalla storia durante la tragedia aerea di Superga il 4 maggio del 1949, come ogni anno società e Comune hanno organizzato un evento celebrativo.

Sul palco allestito su quello che fu (e che sarà) il campo cittadino per eccellenza, si sono susseguiti alcuni personaggi illustri della storia passata e presente dei Granata e il primo cittadino per fare “gli onori di casa”. Ma una volta avvicinatosi ai piedi del palco il sindaco Fassino, noto tifoso juventino, è stato coperto da fischi e insulti a causa della sua fede calcistica. Di lì, soprattutto ai piedi del palco, è nato un diverbio molto acceso tra il politico e alcuni dei 1.000 tifosi granata giunti a rendere omaggio alla squadra che negli anni 40 dominò il calcio nazionale e internazionale capitanata da Valentino Mazzola.

Neanche la risposta del primo cittadino “Sarò anche un gobbo di merda, ma con questo gobbo si rifarà il Filadelfia” è bastata a far placare gli animi dei tifosi del Toro. Di qui, l’incidente, e il dito medio di Fassino nei confronti del pubblico urlante, prima di andarsene via e pubblicare il seguente comunicato per spiegare l’accaduto: “Un ristretto gruppo di ultras ha ritenuto di aggredirmi e insultare me e la mia famiglia preventivamente, persino con lancio di pietre, cosa che ha provocato una mia istintiva e umana reazione, di cui naturalmente mi rammarico. So bene peraltro – ha aggiunto Fassino – che quelle violente intemperanze non corrispondono ai sentimenti dei tantissimi tifosi che manifestano la loro fede granata con passione e generosità e verso i quali ho sempre avuto e ho il massimo rispetto».

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