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Eurovision Song Contest 2014: vince la drag queen Conchita Wurst

Eurovision Song Contest 2014: vince la drag queen Conchita Wurst
Redazione

Il vincitore dell’Eurovision Song Contest 2014, è la drag queen Conchita Wurst che ha attirato l’attenzione tanto per il suo look quanto per il suo canto e le nuove immagini rivelano come il cantante appariva prima della sua trasformazione, quando si chiamava Thomas Neuwirth. Prima di diventare Conchita Wurst, Thomas era un cantante pop ben rasato, che aveva recitato in “Starmania”, un talent contest austriaco nel 2007 e aveva fatto qualche comparsa nei reality show locali.

La vittoria di Conchita ad Eurovision Song Contest 2014 ha scatenato milioni di tweet di fan scatenati, anche se non tutti erano felici e si congratulavano per la sua vittoria.
Certamente molti politici russi erano quelli tra meno soddisfatti. Uno di loro infatti ha affermato a un canale televisivo russo che “non vi è alcun limite alla nostra indignazione“. Il leader ultranazionalista russo Vladimir Zhirnovsky inoltre ha rincarato la dose: “Si è trasformato in un selvaggio. Ci sono più uomini o donne in Europa?”.

Il Ministero dell’Informazione in Bielorussia ha ricevuto una petizione che invita BTRC, emittente statale della Bielorussia, ad eliminare le performance di Conchita Wurst dalla trasmissione Eurovision. La petizione ha affermato che le apparizioni della drag queen trasformerebbe Eurovision “in un focolaio di sodomia”. Una petizione simile è emersa in Armenia.

Petizioni online sono stati avviate anche in Russia dove il governo ha approvato una legge lo scorso anno che vieta “la propaganda omosessuale” tra i minori, impedendo o rimuovendo la presenza della Wurst nelle trasmissioni in onda negli stati della confederazione. La drag queen austriaca, popolarmente conosciuta come “la donna barbuta “, ha vinto il Sabato con il la canzone con tema James Bond “Rise Like a Phoenix” (Salire come una Fenice), davanti a un pubblico televisivo globale di circa 180 milioni di persone in 45 paesi, sfoggiando tacchi alti, ciglia a farfalla e una folta barba.

Lei ha dedicato la sua vittoria “per tutti coloro che credono in un futuro di pace e libertà” e questo messaggio espresso proprio ad Eurovision, sembra essere più che appropriato in un concorso che si svolge ogni anno dal 1956 creato per aiutare a promuovere l’unità dopo la Seconda Guerra Mondiale e pensato per essere sostenitore dei diritti sociali.

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