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Elezioni Turchia: Erdogan senza maggioranza e Curdi in Parlamento

Elezioni Turchia: Erdogan senza maggioranza e Curdi in Parlamento
Redazione

Le elezioni in Turchia hanno emesso il loro verdetto: il premier Recep Tayyip Erdogan non ha più la maggioranza e per la prima volta entra in Parlamento il partito curdo Hdp. Sono state elezioni storiche quelle che si sono svolte in Turchia lo scorso 7 giugno. Per la prima volta dopo 13 anni, infatti, il movimento filo islamico del premier Erdogan ha perso la maggioranza, ottenendo 258 seggi con poco più del 40% dei voti.

L’entrata in parlamento del partito curdo Hdp

Allo stesso tempo entra nel parlamento turco, per la prima volta nella storia, il partito curdo Hdp, conquistando il 13% delle preferenze e ottenendo così tra i 78 e gli 80 deputati. Le elezioni si sono svolte in un clima teso segnato da attentati e scontri che ha preceduto la giornata di Domenica, ma questo non ha scoraggiato gli aventi diritto che si sono recati alle urne, secondo quanto riportano le agenzie di stampa, in massa, sfiorando un’affluenza del’86%. Erano chiamati al voto quasi 54 milioni di turchi, a cui vanno aggiunti i quasi tre milioni registrati all’estero e divisi in 54 Paese differenti.

Elezioni in Turchia: Erdogan perde la maggioranza

Oltre a perdere la maggioranza, il partito di Erdogan ha avuto un crollo significativo dei voti, circa il 10% in meno rispetto alle precedenti elezioni del 2011. A completare il quadro che comporrà i 550 seggi del prossimo parlamento turco per dare inizio alla venticinquesima legislatura che si sussegue dal 1923 quando nacque la Repubblica in Turchia, anche il partito nazionalista Mhp che ha ottenuto oltre il 16% dei voti che garantiranno 82 deputati.

Le conseguenze della votazione

Le reazioni sono state decise con entrambi gli schieramenti che hanno parlato di vittoria; il partito di Erdogan ricordando di aver ottenuto la maggioranza dei voti, il partito di Selahattin Demirtas (il leader dell’Hdp) avendo conquistato lo storico accesso in parlamento. Non avendo però nessun partito la maggioranza necessaria a formare un nuovo governo si dovrà procedere, al di là delle dichiarazioni, a qualche accordo e alla formazione di qualche coalizione.

 

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