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Elezioni Europee 2014, presentati 64 simboli

Elezioni Europee 2014, presentati 64 simboli
Redazione
Le elezioni europee del 2014 si tengono nei 28 paesi membri dell’unione europea, esse si svolgeranno tra il 22 e il 25 maggio. Le prime elezioni europee si tennero nel 1979 e queste sono le prime cui partecipa la Croazia. Le elezioni europee avvengono ogni cinque anni dalle precedenti, ogni stato membro decide quali (sempre tenendo conto dei giorni prestabiliti dalla stessa comunità) giornate e per quanti le urne saranno aperte.

A questo proposito, le elezioni si terranno come segue: 22 maggio (Paesi Bassi e Regno Unito); 23 maggio (Irlanda e Repubblica Ceca); 24 maggio ( Repubblica Ceca, Cipro, Lettonia, Malta, Slovacchia e Francia); 25 maggio ( Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Danimarca Germania, Estonia, Finlandia, Grecia, Italia, Lituania, Polonia, Lussemburgo, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Slovenia, Ungheria e Francia).

Sei partiti politici europei (seguendo l’applicazione del trattato di Lisbona) hanno presentato un proprio candidato alla nomina di presidente della commissione europea, nonché capo dell’ esecutivo. I candidati sono: Jean-Claude Juncker (PPE); Martin Schulz (PSE); Guy Verhofstadt (ALDE-PDE); Ska Keller e Josè Bovè (VERDI) e Alexis Tsipras (EL).

Riguardo all’Italia, il 7 aprile alle ore 16 sono scadute le presentazioni dei simboli che concorreranno alle elezioni europee. Si può dire che non manca la fantasia nella realizzazione dei contrassegni; si spazia dal simbolo “io non voto”, “basta euro” della Lega Nord al “Forza Juve Bunga Bunga”. Si è passati dai 93 contrassegni presentati nel 2009, di cui 80 accettati a oggi, 67 contrassegni di cui 64 accettati. Oltre ai simboli decisamente fantasiosi ( il contrassegno forconi, poi ritirato dalla bacheca) a quelli tradizionali.

Tornando ai simboli nei quali spicca una certa fantasia, oltre al simbolo Forza Juve Bunga Bunga Usei, compare il contrassegno di Giuseppe Fortezza (fronte dell’uomo qualunque), il simbolo “pensionati d’Europa”, “io non voto”, “movimento poeti d’azione”, “basta euro” . Nonostante ciò si spera in una non dissertazione dei seggi dovuti a un calo della fiducia italiana, ma anche di altre nazioni, verso quella che è l’Unione europea.

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