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Elezioni 2013: proiezioni, sondaggi e intenzioni di voto

Elezioni 2013: proiezioni, sondaggi e intenzioni di voto
Fulvio Guerci

Prevedere l’esito delle prossime elezioni politiche è l’obiettivo dei sondaggisti e degli esperti di statistica che, in periodi come questo, lavorano per rendere pubbliche le proiezioni di voto degli italiani. Con la debita diffidenza derivata da un margine di errore naturale, le agenzie possono, oltre che fornire le percentuali alle urne più verosimili possibili, anche indicare quali siano le dichiarazioni o gli eventi sociali che più influenzano le intenzioni di voto dell’elettorato.

Così, nonostante la sua “sparata” abbia creato ilarità soprattutto tra il popolo della rete e su Facebook, la promessa di Silvio Berlusconi di voler restituire agli italiani i soldi versati come acconto dell’Imu (tassa sugli immobili) nel 2012, ha creato movimento anche nei sondaggi oltre che, negativo, nei mercati. La dichiarazione d’intenti del Cavaliere avrebbe infatti portato dalla parte del centrodestra circa il 4% degli indecisi, cioè di tutta quella schiera di insoddisfatti, dubbiosi, ma soprattutto delusi che non sanno ancora per chi esprimere la propria preferenza il 24 e 25 febbraio prossimi.

La maggioranaza degli italiani in merito alla proposta si dimostra però scettica (57%) mentre una valutazione positiva sulla proposta è data dal 38%. Nonostante il parere sono veramente in pochi a ritenerla una proposta attuabile tanto che solamente il 6% del popolo di navigatori crede che, se salisse al governo, Berlusconi restituirà i soldi agli italiani.

PROIEZIONI. Per quanto riguarda invece le percentuali di previsione per le prossime elezioni, secondo l’Istituto Piepoli si prefigura una lotta piuttosto serrata tra il centrosinistra, in vantaggio di 5 punti, e il centrodestra, in ripresa. Dopo aver condotto un sondaggio telefonico su un campione rappresentativo dell’elettorato nazionale, secondo l’agenzia questa è la situazione che emergerebbe se oggi gli italiani fossero chiamati alle urne.

CENTROSINISTRA 37,0%. – Pd 32,0%. – Sel 4,5%. – Centro democratico 0,5%.

CENTRODESTRA 32,0%. – Pdl 22,0%. – Lega Nord 6,0%. – Fratelli d’Italia 1,5%. – La Destra 1,0%. – Altri centrodestra 1,5%.

COALIZIONE MONTI 13,0%. – Scelta Civica con Monti per l’Italia 9,5%. – Udc 3,0%. – Fli 0,5%.

PARTITI NON COALIZZATI: – Movimento 5 Stelle 13,0%. – Rivoluzione Civile 3,5%. – Altri 1,5%.

Il Partito Democratico regge ancora l’urto della ripresa della coalizione rivale trainata dal Pdl mentre la lista di Monti e il Movimento 5 stelle di Grillo puntano al 15%. Come già sottolineato, se questo fosse l’esito delle elezioni, e in attesa del fondamentale voto in regioni chiave come la Lombardia, per il centrosinistra potrebbe prefigurarsi una maggioranza alla Camera ma non in Senato. Nasce proprio da qui l’apertura del segretario Bersani a una intesa col professor Monti. Sulla scena politica italiana potrebbe nascere così un nuovo fronte anti-Berlusconi, Vendola permettendo.

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