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Dopo elezioni: come cambierà il Parlamento Europeo

Dopo elezioni: come cambierà il Parlamento Europeo
Redazione

Le elezioni europee hanno prodotto un vero e proprio terremoto con frange estremiste e di euroscettici che siederanno in gran numero a Strasburgo. Tra I governi delle nazioni più importanti solo la Germania con la cancelliera Angela Merkel e l’Italia con il premier Matteo Renzi, sono stati premiati dagli elettori, mentre sia In Francia che in Inghilterra hanno subito dei sensibili arretramenti.

In Francia il partito di estrema destra, con alla testa Marine Le Pen è il primo partito, avendo ottenuto il 25,1% dei voti. Anche oltremanica si è verificato un successo degli “euroscettici”, con il gruppo di Nigel Farage, l’Ukip, che è riuscito a mettere insieme il 27,5% dei voti. Del gruppo degli euroscettici farà parte anche il partito di sinistra del greco Alexis Tsipras che ha ottenuto 43 seggi. In Italia la forte opposizione all’Europa ha fatto la fortuna della Lega, che ha ottenuto quasi il doppio dei voti precedenti ed il cui leader, Matteo Salvini, è stato invitato a colloquio da Marine Le Pen.

Per quanto riguarda i numeri, una prima valutazione è data dal fatto che per la prima volta la tendenza al calo della percentuale dei votanti è stata invertita, anche se in maniera marginale, passando dal 43% del 2009 al 43,9 di quest’anno. Secondo le proiezioni il calo maggiore di deputati è per il PPE che dovrebbe attestarsi a quota 212 seggi, contro i 274 del precedente parlamento, mentre il PSE è riuscito a frenare l’emorragia con solo 10 parlamentari in meno rispetto alla volta precedente, 186 contro 196.

Il 25,1% dei voti raccolto in Francia dal Front National è il miglior risultato nella storia per il partito fondato da Jean Marie Le Pen; secondo si è piazzato l’UMP con il 20,2%, mentre il partito socialista del presidente della repubblica Francois Hollande è arrivato solo terzo con il 14,3% dei consensi. E l’estrema destra vuole subito mettere in discussione anche il governo, guidato da Valls e chiede immediate elezioni politiche.

In Gran Bretagna il boom è dell’Ukip con Nigel Farage che potrebbe portare circa 22 suoi parlamentari in Europa, grazie al 29% ottenuto. L’attuale premier Cameron ed il suo partito, i conservatori, sono al 24,2, poco di più dell’opposizione laburista, ferma al 23,7%. E Nigel Farage ha immediatamente contattato Beppe Grillo, in vista di un possibile fronte comune a Strasburgo. In Germania il partito di Angela Merkel si conferma al primo posto, anche se perde consensi e si trova con una percentuale, il 35,3% che è il peggiore risultato per la Cdu a partire dal 1979.

In crescita l’SPD, ed anche il partito antieuropeista raggiunge il 7%. In Grecia la sinistra radicale è in testa, con Syriza, il partito di Alexis Tsipras. Nello stesso tempo, nonostante tutti gli scandali avvenuti e gli arresti di molti suoi esponenti, Alba Dorata è riuscito comunque ad essere il terzo partito ellenico.

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