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Disastro aereo russo sul Sinai: quasi certa la bomba a bordo

Disastro aereo russo sul Sinai: quasi certa la bomba a bordo
Redazione

Sarebbe stata l’esplosione di una bomba che era nascosta nella stiva la causa della tragedia dell’aereo russo precipitato in Egitto. Questa l’ipotesi avanzata dagli inquirenti inglesi riguardo la vicenda dell’aereo di linea che, lo scorso 31 Ottobre, si è schiantato sulla penisola egiziana del Sinai.

A bordo 224 persone, in prevalenza russi, hanno perso la vita. Dai vari interrogatori emerge un dettaglio alquanto inquietante. Pare infatti che l’ordigno esplosivo sia stato messo sull’aereo con la complicità di qualche dipendente addetto allo stivaggio dei bagagli, forse corrotto o forse affiliato al gruppo terroristico dell’Isis.

I dati ricavati dalle due scatole nere non forniscono dettagli utili alle indagini; il quotidiano russo Kommersant dichiara che al momento del decollo i vari sistemi di registrazione funzionavano regolarmente ma che dopo qualcosa potrebbe aver causato un danno tale da impedirne il funzionamento nelle ore successive.
Sospesi intanto tutti i voli della compagnia Airbus e si intensifica il numero di professionisti britannici che si sono recati sul posto per verificare accuratamente tutti i sistemi di sicurezza.

Sebbene l’ipotesi di una bomba sia al momento quella più accreditata, i funzionari inglesi non hanno escluso alcuna pista anche perchè le indagini sono solo all’inizio e richiederanno ancora molti mesi di lavoro.
Decine di migliaia di turisti non riescono a far ritorno a casa; tra questi anche 154 italiani che da Sharm El Sheikh dovevano far ritorno a Malpensa per mezzo della compagnia EasyJet.
Tutti i passeggeri che sono rimasti bloccati per l’annullamento improvviso delle partenze riceveranno comunque assistenza nella località egiziana.

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