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Come funzionano i velox arancioni. Uno su cinque segna la velocità

Come funzionano i velox arancioni. Uno su cinque segna la velocità
Redazione

Sarà capitato a tutti i guidatori di notare, specie durante i viaggi extraurbani, dei grossi cilindri arancioni ai lati della strada.
Il primo pensiero è che siano degli autovelox, ma così in realtà non è. Quei “dissuasori” di velocità non segnano nulla, almeno, non tutti. Forse uno su cinque; il loro compito è quello di creare apprensione nel guidatore, di moto o auto che sia, e fargli rallentare l’andatura.

Comuni ed enti locali, forse per il loro basso costo, forse per la loro efficacia, ne hanno riempito i marciapiedi. Come detto, ciò è facilmente verificabile passando attraverso i tanti piccoli paesi dello Stivale, come è verificabile la scritta “Controllo velocità” che recano in cima. In gergo tecnico si chiamano “Speed ceck” o “Velo Ok”, ma sembra che non siano apprezzati neanche dagli alti esponenti del Governo.

Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi si è infatti espresso negativamente in merito ai dissuasori arancioni sostenendo anzi che essi potrebbero addirittura rappresentare un pericolo. Dal punto di vista normativo, poi, non sono inquadrabili in alcuna categoria di segnaletica o dispositivo elettronico previsti dal Codice della Strada.

Insomma, l’ennesimo paradosso. Per essere completamente in regola, i velox in questione dovrebbero contenere al proprio interno dei software di rivelazione di velocità collaudati ed approvati e soprattutto non devono costituire “inganno” per i guidatori.
Ad aggravare il tutto è anche la loro pericolosità: un cilindro d’acciaio su un piedistallo di cemento al bordo della strada; non certo una grande trovata.

Autovelox

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