Cinghiali radioattivi in Piemonte, controlli per il cesio negli animali

Cinghiali radioattivi in Piemonte, controlli per il cesio negli animali
Fulvio Guerci

Controlli di routine hanno evidenziato tracce di radioattività nel corpo dei cinghiali della Valsesia, in Piemonte. Analizzando campioni di lingua e di diaframma di animali abbattuti nella stagione venatoria 2012/2013 sono emerse tracce di Cesio 137. I campioni, prelevati per individuare malattie parassitarie tipiche dei suini e dei cinghiali, sono poi stati sottoposti alla ricerca del Cesio, come richiesto da una direttiva Cee del 2003. I risultati delle analisi hanno evidenziato che in ben 27 campioni il livello di Cesio 137 andava ben oltre i limiti tollerabili in caso di incidente nucleare.

Dieci dei campioni incriminati sono già stati inviati al centro di referenza Nazionale di Puglia e Basilicata. Qui in 9 casi su 10 sono stati confermati valori superiori ai 600 Bq/Kg. La radioattività individuata sui cinghiali, anche se non è ancora stato dato un parere definitivo, potrebbe essere strettamente correlata al disastro nucleare di Cernobyl, avvenuto nell’ormai lontano 1986 in Ucraina, vale a dire a migliaia di chilometri di distanza dal territorio italiano. Pur essendo trascorsi quasi 30 anni e nonostante l’enorme lontananza dal luogo della tragedia, le tempistiche per il dimezzamento della radioattività presente nei terreni da cui nascono i germogli mangiati dai cinghiali sono molto lunghe e quindi la correlazione potrebbe essere un’ipotesi possibile.

Lo stesso Gian Piero Godio, responsabile di Legambiente Piemonte ed esperto di questioni nucleari, vede l’esito Chernobyl come unica spiegazione in quanto la Valsesia non presenta sorgenti radioattive. Mentre le verifiche sono ancora in corso si è già provveduto ad estendere i controlli anche su altre specie animali presenti nell’arco alpino. In ogni caso si vaglia anche la possibilità che la radioattività possa provenire da paesi più vicini quali Svizzera e Francia.

cinghiali

 

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