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Caos in Parlamento, riforme a rischio

Caos in Parlamento, riforme a rischio
Redazione

Si fa sempre più difficile ed irta di ostacoli la strada intrapresa dal governo di coalizione verso le riforme.
L’esecutivo guidato da Matteo Renzi ha dovuto fare i conti con la forte opposizione della minoranza del Partito Democratico.

Il governo in particolare è stato battuto al Senato durante la votazione con scrutinio segreto sull’emendamento riguardante la questione del diritto alla salute, proposto dall’onorevole leghista Candiani. L’emendamento è stato approvato con 154 sì. I contrari sono stati 147, gli astenuti due.
Il clima al Senato è stato teso durante tutta la giornata: le urla dai banchi dell’opposizione hanno provocato la sospensione dei lavori per quattro volte da parte del presidente Pietro Grasso.

Matteo Renzi ha incassato il colpo, sottolineando come il nome stesso del PD indichi la grande democraticità al suo interno e la possibilità di discutere ogni tipo di opinione e corrente minoritaria. L’ex sindaco di Firenze ha poi lanciato un affondo contro l’opposizione interna, sottolineando come chiedere il voto segreto rappresenti una ‘scorrettezza’ in quanto ha permesso agli oppositori di ‘nascondersi’ invece di lavorare per trovare un’intesa basata su punti condivisi con i ‘renziani’ all’interno del PD.

Il premier ha poi invitato i parlamentari della maggioranza ad impegnarsi per evitare l’effetto ‘lumaca’: secondo il primo ministro è prioritario approvare quanto prima la riforma costituzionale, per superare il bicameralismo perfetto e per varare una nuova legge elettorale che consenta al partito di maggioranza relativa alle elezioni di avere i numeri necessari per governare il paese.

Altri punti di criticità hanno riguardato le reazioni alle parole del commissario Carlo Cottarelli, incaricato della spending review. Cottarelli ha infatti ammonito il governo, avvertendo che ‘si stanno spendendo in anticipo risorse non ancora risparmiate’, riferendosi agli investimenti previsti dall’esecutivo utilizzando i fondi che non verranno spesi nel 2015 grazie ai tagli strutturali.
Le parole di Cottarelli hanno suscitato la dura critica di Renzi, che ha dichiarato che in ogni caso l’esecutivo continuerà sulla sua strada per far ripartire l’economia e consentire all’Italia di tornare a creare ricchezza.

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