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Bocciata la Fini-Giovanardi: droghe leggere e pesanti di nuovo distinte

Bocciata la Fini-Giovanardi: droghe leggere e pesanti di nuovo distinte
Redazione
E’ l’illegittimità del decreto a giocare un brutto scherzo alla legge Fini-Giovanardi, la normativa che, tra le altre cose, ha equiparato droghe leggere e pesanti.  La Corte Costituzionale ha infatti bocciato la legge, motivando il suo giudizio con la violazione dell’articolo 77 della Costituzione, in materia di procedure relative alla conversione dei decreti-legge. Infatti per la consulta, la conversione avvenne attraverso una norma all’interno della quale furono inseriti emendamenti non dovuti, in quanto estranei alle finalità stesse del decreto.
La sentenza della corte, che segue la questione di legittimità sollevata dalla terza sezione penale della Cassazione, cancella nei fatti la normativa sulle droghe voluta dall’allora segretario di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini e dall’esponente dell’NCD Carlo Giovanardi, e che tanto aveva fatto discutere per la sostanziale equiparazione tra sostanze – quasi un unicum legislativo in Europa – e il conseguente inasprimento delle pene per consumatori e spacciatori di droghe come marijuana e i suoi derivati.

Dunque, con l’intervento della corte, torna a rivivere la vecchia legge Iervolino-Vassalli varata nel ’90 e modificata in senso più permissivo da un referendum del ’93. Il pronunciamento della consulta avrà quindi ripercussioni sia per quanto riguarda i tanti detenuti finiti in carcere per le violazioni previste dalla legge dichiarata illegittima, sia per gli altrettanto numerosi processi in corso.

Immediate le reazioni del mondo politico, con un sostanziale plauso da parte degli esponenti del centro-sinistra, e dure critiche dal versante opposto. Silenzio invece dal senatore Giovanardi, che fa sapere di voler conoscere la sentenza nei dettagli prima di rilasciare una dichiarazione.

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