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Bimbo siriano racconta massacro su skype

Bimbo siriano racconta massacro su skype
Gianluca Simeone

Ha usato skype per raccontare l’agghiacciante strage della sua famiglia. Scampare alla morte, assistere a un massacro e raccontare tutto via chat. E’ accaduto a Ali el-Sayed, un bambino siriano di soli 11 anni che ha assistito inerme all’irruzione nella propria abitazione di un gruppo di uomini armati che in pochi minuti ha sterminato la sua intera famiglia. L’episodio è avvenuto pochi giorni fa nella città di Hula, funestata in questi giorni dal massacro di decine di persone, tra le quali molti bambini: un gruppo di uomini ha barbaramente ucciso madre e padre di Ali ma anche Nader, il fratellino di soli sei anni.

Una vera e propria strage alle quale l’undicenne è sopravvissuto soltanto fingendosi morto, dopo essersi sporcato i vestiti con il sangue del fratellino, ucciso con due colpi di arma da fuoco, uno sparato alla testa e l’altro nella schiena. Un gesto non facile che però gli ha permesso di scampare alla morte. Il ragazzino infatti ha capito che l’unico modo per sopravvivere era fare finta di essere morto, così si è bagnato la maglietta del sangue del fratellino e poi si è gettato a terra, rimanendo perfettamente immobile.

Con grande lucidità poi, il bambino si è connesso ad internet raccontando tutti i particolari della terribile tragedia via Skype all’agenzia Associated Press. Con freddezza e voce ferma Ali el-Sayed ha spiegato che gli assassini erano tutti rasati e avevano una lunga barba e che, resosi conto di non avere altra scelta, si è sparso il sangue del fratello sul corpo e ha poi finto di essere morto. Una storia a dir poco agghiacciante che ha destato non poco scalpore nel web.

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