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Berlusconi nuovamente all’attacco della magistratura

Berlusconi nuovamente all’attacco della magistratura
Fulvio Guerci

Giusto il tempo di essere dimesso dall’ospedale meneghino San Raffaele e l’ex premier Silvio Berlusconi ha ripreso con vigore mai dimostrato prima la sua personalissima battaglia contro la Giustizia italiana.

Stretto nella morsa di alcuni processi, Mediaset, Ruby, Unipol e corruzione di senatori su tutti, Berlusconi sta preparando una controffensiva nei confronti dei magistrati che indagano sul suo conto. Assente quasi sempre alle sedute in tribunale, il Cavaliere ha chiesto ripetutamente nell’ultimo periodo il “legittimo impedimento” prima per impegni elettorali, poi per la uveite, infine per nuovi impegni politici. Ma non finisce qui.

I suoi avvocati storici Ghedini e Longo hanno già preparato una richiesta di trasferimento delle indagini da Milano a Brescia con la motivazione che nel capoluogo milanese non ci sarebbe il clima adatto a svolgere un processo equo. La richiesta di spostare il processo Ruby (in cui il Cav è indagato per prostituzione minorile) in una sede distaccata, se venisse accettata dalla Corte di Cassazione, farebbe azzerare ogni procedimento in corso e ricominciare il processo da zero, il vero obiettivo degli imputati.

Giunto in Senato per votare il presidente di Palazzo Madama, già turbato dai due neo-eletti Boldrini e Grasso, Berlusconi coi suoi occhiali da sole neri ha rincarato la dose nei confronti della magistratura che indaga su di lui definendola per l’ennesima volta “magistratocratozia” e “cancro d’Italia”, ribadendo anche la sua intenzione di scendere in piazza con tutti i suoi fedelissimi se il prossimo presidente della Repubblica verrà pescato dallo schieramento di centrosinistra.

La risposta da parte del Csm, la Commissione Superiore della Magistratura, non è tardato a giungere. Tramite le parole del vicepresidente del Consiglio Michele Vietti, l’ente ha deprecato i toni e i gesti del Cavaliere che “non sono consoni ai comportamenti che devono ispirare gli attori istituzionali”. Il braccio di ferro, però, potrebbe essere solo all’inizio.

Dal punto di vista politico Berlusconi ha richiamato a un senso di responsabilità il Pd, accusato di voler condannare l’Italia all’ingovernabilità e alla depressione economica, ed ha istituito Brunetta come capogruppo del Pdl alla Camera e Schifani come capogruppo al Senato.

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