Baby squillo Parioli: volti noti tra gli indagati

Baby squillo Parioli: volti noti tra gli indagati
Redazione
Si allarga lo scandalo delle baby prostitute dei ParioliSecondo la procura di Roma, sarebbero almeno 8 ragazze (tra cui 2 minorenni) coinvolte nel giro di prostitute gestito da Nunzio P. “caporalmaggiore” dell’Esercito e da Mirko I., pusher. 
Le due baby squillo minorenni erano solite incontrare i loro clienti in un appartamento sito ai Parioli, mentre le ragazze più grandi, ricevevano in albergo.

Gli investigatori, per ora, hanno identificato più di una cinquantina di clienti (tutti indagati per prostituzione minorile), ma il loro numero, sembra destinato ad aumentare, in quanto, al vaglio degli inquirenti vi sarebbe la posizione di altre decine di persone (intestatarie di utenze telefoniche che avrebbero contattato le ragazzine negli scorsi mesi). I contatti telefonici (ed informatici) da controllare sarebbero più di mille.

Tra i clienti, ci sarebbero anche nomi eccellenti e stimati professionisti (come un famoso commercialista ritenuto colpevole anche di aver detenuto, e ceduto, materiale pedopornografico). Oltre a Mauro Floriani, marito dell’onorevole Alessandra Mussolini (che si sarebbe difeso affermando: “Non sapevo che quelle due ragazze avessero meno di 18 anni”), sarebbe spuntato anche il nome di Nicola Bruno (figlio del Parlamentare FI, Donato).

Al momento, però, la maggior parte delle persone coinvolte non sa ancora di essere stata iscritta, nei giorni scorsi, nel registro degli indagati dal pm Cristiana Macchiusi e dal procuratore aggiunto Maria Monteleone.
A breve, inoltre, è impensabile che, i clienti, siano tutti interrogati (sempre che non si presentino per rilasciare delle dichiarazioni spontanee).

Mentre l’attività investigativa continua senza sosta, ha fatto discutere il tweet, di qualche giorno fa, dell’onorevole Massimo Corsaro: “Adesso però risparmiateci i racconti ‘sofferti’ delle baby-squillo. Mignotte consapevoli e spontanee; giovanissime, ma sempre mignotte”. Sulla vicenda, ha espresso il suo duro parere anche l’Osservatorio dei Minori. Il suo vicepresidente, ha stigmatizzato il “grave silenzio istituzionale”.

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