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Arrestato il boss di Youporn per evasione fiscale

Arrestato il boss di Youporn per evasione fiscale
Fulvio Guerci

Dopo la recente scomparsa di Riccardo Schicchi, il produttore porno più famoso in Italia, il mondo dell’hard è alle prese con un’altra tegola: il tedesco Fabian Thylmann, proprietario dei portali a luci rosse più famosi al mondo come YouPorn, Pornhub, Brazzers e MyDirtyHobby, è stato arrestato ieri in Belgio con l’accusa di evasione fiscale; lo rivela il sito della Die Welt, uno dei più importanti quotidiani conservatori tedeschi.

L’uomo, 34enne originario di Aquisgrana, si trovava all’aeroporto di Bruxelles quando gli agenti belgi gli hanno notificato il mandato di cattura della procura di Colonia. Adesso è sottoposto a custodia cautelare, in attesa di essere estradato in Germania per il processo a suo carico.

L’arresto è avvenuto dopo una lunga serie di indagini che hanno portato anche alla perquisizione dell’appartamento privato del boss di YouPorn; la svolta sarebbe arrivata circa una settimana fa, quando gli agenti della polizia federale tedesca hanno fatto irruzione in uno degli uffici di Thylmann ad Amburgo, sequestrando computer e documenti che lo inchioderebbero.

Pare che il numero uno del web a luci rosse controllasse dal Lussemburgo, attraverso una società di holding (la Manwin Licensing International) ben 35 consociate, tra le quali le aziende che gestiscono i siti porno già citati in precedenza e altre società che operano nel settore dell’hard e della raccolta pubblicitaria.

Creato nell’agosto 2006, YouPorn è diventato in breve tempo un punto di riferimento nella pornografia amatoriale via internet, con migliaia di video condivisi e decine di milioni di visualizzazioni ogni giorno; numeri da capogiro che lo hanno collocato tra i siti più visitati al mondo e hanno fatto la fortuna di Thylmann, che con gli anni ha aperto uffici sparsi in Germania, Lussemburgo, Stati Uniti, Canada e Cipro. Non a caso, Thylmann era definito lo Zuckerberg del porno, per il suo successo e il suo fiuto negli affari.

Ora, dopo anni di ascesa inarrestabile (culminata recentemente con l’accordo tra Thylmann e Playboy per la gestione dei sex tape on-demand), è arrivata questa brutta vicenda che minaccia seriamente la sua carriera da imprenditore; nel caso le accuse venissero formalmente confermate, Thylmann rischia inoltre diversi anni di carcere, oltre al crollo del suo impero pornografico virtuale.
Al momento, non è chiaro se altre persone risultano coinvolte o iscritte nel registro degli indagati.

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