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Altri 37 indagati alla Regione Lombardia: e sono 62. Sono solamente 4 i consiglieri “non indagati”

Altri 37 indagati alla Regione Lombardia: e sono 62. Sono solamente 4 i consiglieri “non indagati”
Fulvio Guerci

Il numero sale a 62: questo il totale dei consiglieri, ed ex consiglieri, della Regione Lombardia che, con la giornata di oggi, risultano indagati nell’ambito dell’inchiesta, per peculato, della Procura di Milano, e che riguarda i tanto discussi rimborsi regionale, che hanno innalzato pesanti polemiche ed ombre sul consiglio lombardo. La notizia odierna è quella di altri 37 indagati tra consiglieri (ed ex) del Popolo delle Libertà e della Lega Nord.

I 37 consiglieri si aggiungono agli altri 22 colleghi che, già nei giorni scorsi, avevano ricevuto gli avvisi di garanzia e quelli di comparire in Procura. I nuovi 37 consiglieri indagati in queste ore hanno ricevuto la notifica dagli agenti della Guardia di Finanza. Saranno sentiti in questi giorni dai pubblici ministeri di Milano. Sono quindici consiglieri regionali della Lega, e ben ventidue del partito di Berlusconi. Su tutti, spiccano i nomi di “El Trota”, Renzo Bossi, figlio del Senatur, e quello della vice-presidente del Senato, Rosi Mauro, prima al Pirellone (eletta nel 2005) per poi “trasferirsi”, nel 2008, al Senato dopo l’elezione.

In precedenza, i ventidue indagati erano suddivisi per metà del Pdl e per l’altra metà della Lega. Una vera e propria “valanga” sulla Regione Lombardia, che ha travolto ormai tutti (o quasi) i consiglieri ed ex del Pirellone: basti pensare che i “non indagati” risultano solamente quattro: i consiglieri Franco Cristiani, Maria Stella Gelmini, Viviana Beccalossi ed Enzo Lucchini. L’inchiesta è condotta da Alfredo Robledo, procuratore aggiunto di Milano. Nel mirino, quindi, ancora i tanto accusati rimborsi, ritenuti illeciti dalla procura, e provenienti da risorse e soldi pubblici.

Rimborsi che riguardano spese definite sospette dagli investigatori, e che hanno riguardato il periodo che va dal 2008 al 2012. In particolare, a Renzo Bossi viene accusato di aver speso una parte dei soldi destinati al gruppo della Lega Nord, in videopoker, red bull e sigarette. Un appello è giunto dal capogruppo del Pdl, Valentini, che ha invitato tutti i consiglieri dell’opposizione, per “par condicio”, di rendere pubblico, prima della prossima tornata elettorale, tutti gli scontrini e le fatture che riguardano rimborsi.

Gli fa eco Formigoni, che chiede alle opposizioni “un gesto di responsabilità, e una auto-denuncia. I loro scontrini non sono assolutamente diversi da quelli dei colleghi della maggioranza”. Ma a quanto pare, la Guardia di Finanza ha anticipato Valentini e Formigoni, avviando analisi anche all’interno di tutti i gruppo dell’opposizione del consiglio Lombardo, in particolare di tutte le spese e rimborsi richiesti.

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