Politica

Albertini minaccia Formigoni

Albertini minaccia Formigoni
Fulvio Guerci

Si fanno sempre più tesi i rapporti tra l’ormai dimissionario presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e il candidato alla sua poltrona per le prossime regionali Gabriele Albertini, già sindaco di Milano per nove anni dal 1997 al 2006.

Ad accendere la miccia ci ha pensato il governatore uscente Formigoni, che ha accusato Albertini di andare a caccia di poltrone, considerando che l’ex-sindaco di Milano, oltre a candidarsi per la presidenza della Regione Lombardia, sta cercando di ottenere un posto al Senato correndo con la lista di Mario Monti, il tutto senza voler rinunciare alla sua carica di europarlamentare.

Albertini ha subito risposto alle accuse mosse da Formigoni, intimandogli di non parlare di poltrone e di non innervosirlo, altrimenti sarebbe pronto a fare delle rivelazioni che lo metterebbero in seria difficoltà. A dire il vero, qualche ora dopo, nel tentativo di gettare acqua sul fuoco, Albertini è ritornato sui suoi passi, precisando di essere rimasto spiazzato dalle dichiarazioni dell’attuale presidente della Regione Lombardia, che a suo dire avrebbe violato i patti tra gentiluomini che i due avrebbero sancito dopo che Formigoni ha annunciato di rimanere accanto al Pdl e di sostenere la candidatura di Roberto Maroni come suo possibile successore.

In futuro, promette Albertini, non ci saranno più schermaglie simili se Formigoni tornasse a rispettare gli accordi e non lo attaccasse più, andando ognuno per la propria strada. Da Lecco, dove oggi era in programma l’inaugurazione di un nuovo campus universitario gestito dal Politecnico di Milano, Formigoni intende far sapere che non ha alcuna voglia di fare polemiche, dicendosi solo sorpreso e rammaricato dalla reazione di Albertini, di cui immaginava uno stile completamente diverso.

In un primo momento, infatti, sembrava che Formigoni dovesse sostenere Albertini, salvo poi cambiare idea e schierarsi dalla parte di Maroni, candidato proposto dalla coalizione formata da Lega e Pdl, per evitare che la sinistra vinca e cancelli tutte le riforme compiute nei suoi 17 anni di presidenza alla Regione Lombardia.

Commenta la notizia

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Politica

Altro in Politica