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Al Festival del Cinema di Berlino trionfa il romeno Child’s Pose

Al Festival del Cinema di Berlino trionfa il romeno Child’s Pose
Fulvio Guerci

In un Festival Internazionale di Berlino nel segno delle donne e del cinema al femminile, è stato un film romeno a succedere ai fratelli Taviani, che nell’edizione dell’anno passato si erano aggiudicati l’ambito Orso d’Oro con la loro piece teatrale carceraria, trasposta sul grande schermo, Cesare non Deve Morire.

Dal trionfo italiano a quello romeno dunque, con il premio principale consegnato al film Child’s Pose del regista Calin Peter Netzer. Una pellicola particolarmente ruvida, che affronta il tema della giustizia romena, e che racconta la storia di un uomo colpevole dell’omicidio di un bambino investito con la propria automobile, e le losche trame della madre, ricca e potente, per proteggerlo dalla giusta espiazione. Un film di denuncia che ha conquistato la Berlinale 2013, ma che come detto non è stato l’unico valido spunto di riflessione di questa edizione del Festival.

Donne in primo piano, si diceva all’inizio, con il trionfo di Paulina Garcia come migliore attrice nel film Gloria di Sebastian Lelio, che parla di una donna di mezza età che non si rassegna ad una parte finale della propria esistenza da consumare in solitudine, dopo il doloroso divorzio. Ma il plauso di pubblico e critica è arrivato anche per le giovanissime protagoniste di “Paradise: Hope”, l’ultimo film della trilogia definita “festivaliera” di Ulrich Seidl, che ha affrontato gli altri due capitoli a Cannes e a Venezia, e a un delicato ed acuto film coreano, “Nobody’s Daughter”, con una ragazza in cerca di amori che forse esistono solo nei suoi sogni. In più, il ritorno da protagonista di Catherine Deneuve, straordinaria protagonista assoluta in “Elle s’en va”.

Un lieve manto rosa sul Festival che non ha però oscurato l’atteso ritorno del regista bosniaco Danis Tanovic, che portando sul grande schermo il conflitto jugoslavo si trovò a vivere il trionfo assoluto della sua carriera tra il 2001 ed il 2002, quando con No Man’s Land si aggiudicò sia il premio Oscar che il Golden Globe per il miglior film straniero. A più di dieci anni di distanza Tanovic è tornato a convincere la critica e la giuria, che gli ha assegnato il premio speciale del Festival, con “An episode in the life of an iron picker”, un film che ha anche consacrato Nazif Mujic, che si è aggiudicato il premio come migliore attore protagonista.

Assieme a Mujic, tra gli attori l’unica figura al maschile capace di emergere e ritagliarsi un ruolo di primo piano nella rassegna è stata senza dubbio quella di Joseph Gordon Levitt, che lavorando al fianco di Scarlett Johansson ha presentato con il suo Don Jon’s Addiction un’opera da lui stesso scritta, prodotta ed interpretata che si va a stagliare nel panorama internazionale cinematografico come l’anti – commedia romantica per eccellenza, in contrapposizione ai tanti prodotti preconfezionati di genere.

Child's Pose

 

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