Addio al fotografo Gabriele Basilico. Era il “genio in bianco e nero”

Addio al fotografo Gabriele Basilico. Era il “genio in bianco e nero”
Fulvio Guerci

MILANO. Gabriele Basilico, il fotografo famoso con l’appellativo di “genio in bianco e nero”, si è spento a Milano, la sua città natale, all’età 69 anni. Il fotografo italiano, laureato come architetto, ha utilizzato questo suo questo background in ogni lavoro: non solo paesaggi e volti nelle sue foto, ma anche e soprattutto aree urbane, edifici pubblici e privati, industrie e scorci di paesaggi cittadini, per lo più immortalati in modalità bianco e nero.

Il primo lavoro di successo lo vedo impegnato nelle fabbriche di Sugarco, a Milano, nelle quali oltre alla fotografia sperimenta la libertà di un linguaggio del tutto nuovo, anticonformista e privo di alcun condizionamento o ideologia. Dopo quel lavoro il successo fu clamoroso e il fotografo milanese fu chiamato, unico italiano, dal governo francese per partecipare all’iniziativa Datar nella quale ha immortalato e documentato le trasformazioni del paesaggio d’oltralpe.
Memorabili sono gli scatti di Beirut dopo la guerra civile: foto fredde di distruzione del paesaggio urbano, macerie e degrado che nel ’91 affascinarono e fecero moltissimo scalpore. Recenti sono le foto della Silicon Valley, più di cento scatti racchiusi in un album, Wired.it, nel quale Gabriele Basilico mostra ancora una volta di essere non solo un fotografo ma un documentarista, attento non solo alle immagini e ai loro dettagli, ma intento anche nel reportage di storie, trasformazioni e d evoluzioni della nostra epoca.
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