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Addio ai contanti: gli acquisti si fanno con lo smartphone

Addio ai contanti: gli acquisti si fanno con lo smartphone
Gianluca Simeone

Sembra che anche in Italia stia finalmente prendendo piede l’usanza di effettuare i pagamenti attraverso gli smartphone anziché usare i contanti: è quanto emerge da un’indagine condotta dall’osservatorio “NFC & Mobile Payment”, a cura del Politecnico di Milano, secondo cui il numero di transazioni avvenute usando un dispositivo mobile nel corso del 2012 è salito a 900 milioni, rispetto ai 700 milioni di 12 mesi prima.

E’ una chiara testimonianza di come i pagamenti mobili stiano avendo successo anche in Italia, grazie alla diffusione delle carte di pagamento contact-less e all’avvento dei cosiddetti terminali NFC. Nel documento pubblicato dall’osservatorio e che raccoglie tutti i dati inerenti all’indagine, ci sono tre fattori determinanti che hanno contribuito alla proliferazione dei pagamenti mobili: innanzitutto, la crescita inarrestabile dei servizi di e-commerce che consentono di fare acquisti completamente on-line tramite lo smartphone.

Poi c’è da tenere conto dei sempre più numerosi servizi contact-less che si possono usare come se fossero dei veri e propri bancomat, grazie a un accordo stipulato tra le principali compagnie telefoniche italiane, tra cui Telecom, Wind, Vodafone, H3G e Poste Mobile. L’ultimo fattore, ma non in ordine d’importanza, è quello dei decreti legislativi come SalvaItalia che incentivano il passaggio ai pagamenti elettronici.

Buona parte delle transazioni avvenute nel 2012 riguardano l’acquisto di app e altri contenuti digitali riservati agli smartphone: al tempo stesso, è calato del 12% rispetto al 2011 il numero di transazioni effettuate via SMS, mentre il numero di pagamenti mobili per beni e servizi è aumentato, nello stesso periodo, del 60%, per un valore complessivo di 310 milioni di euro.
Al momento, i pagamenti in mobilità rappresentano la cosiddetta killer application del settore, con i quali si effettuano gli acquisti dei biglietti per il trasporto pubblico, dei ticket per il pedaggio e per il parcheggio nelle strisce blu. Tramite lo smartphone si potranno pagare anche le tariffe relative alle corse in taxi e al bike sharing. Nei prossimi anni, l’obiettivo è quello di estendere ulteriormente il servizio di Mobile Payment, con un giro di affari che entro il 2016 dovrebbe assestarsi intorno ai 4,7 miliardi di euro annui, quasi un terzo dei quali provenienti dalle operazioni di micro-pagamento.
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