Arte

A Hobart, in Tasmania, il museo “vivente” choc

A Hobart, in Tasmania, il museo “vivente” choc
Fulvio Guerci

Pensate che andar per musei sia un’attività noiosa? Solo l’idea di passeggiare tra polverosi dipinti, immobili statue ed installazioni pseudo-interattive vi fa sbadigliare? Perché non provate con un museo fuori dagli schemi come il Museum of Old and New Art (MONA), di Hobart (Tasmania)? Cos’ha di diverso? più che un polo espositivo, è una provocazione. Si tratta, infatti, di un “museo-vivente”.

Nato dall’estro del cinquantenne David Walsh (stravagante miliardario self-made australiano, con la passione per le scommesse e per le collezioni d’arte), il Museum of Old and New Art sorge sulle sponde del Crescent River, a due passi dalla cittadina Hobart (capitale della Tasmania) alle pendici del monte Wellington.
Inno alla cultura pop, alla vita, ma anche alla morte ed al sesso, il MONA ospita una collezione decisamente particolari. Tra i pezzi forti, troviamo una Cloaca Professional – riproduzione ultra realistica delle funzionali intestinali (non mancano neppure gli odori caratteristici, per intenderci) – una lunghissima scalinata che conduce alle gallerie, l’originalissima raccolta denominata Artwank (masturbazioni artistiche) – che espone lavori dello stesso Walsh .Il museo attira ogni anno 700 mila visitatori (un risultato mica male se si pensa che la Tasmania – isola non proprio a portata di mano – ha una popolazione di circa 500 mila abitanti!) e si contraddistingue (oltre che per l’originalità delle collezioni) per il campo da tennis fatto costruire proprio di fronte l’ingresso, per la totale mancanza di etichettatura delle opere e per la simpatica opzione che permette di commentare i vari lavori contrassegnandoli con dei “love” o con degli “hate”.
Mona-museo-tasmania
Commenta la notizia

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altro in Arte