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70 anni fà lo Sbarco in Normandia. Era il 6 giugno del 1944

70 anni fà lo Sbarco in Normandia. Era il 6 giugno del 1944
Fulvio Guerci

La più massiccia invasione anfibia della storia dell’uomo, ma soprattutto l’inizio della liberazione dell’Europa occidentale dall’oppressore tedesco. In questo modo, ancora oggi, viene ricordata la più famosa operazione militare della storia contemporanea: lo sbarco in Normandia, il D Day, il momento fatidico della Seconda Guerra Mondiale.

Il 6 giugno del 1944, esattamente 70 anni fa, migliaia di coraggiosi soldati Alleati partiti dalle coste sud orientali dell’Inghilterra, raggiunsero con la loro dose di speranza e terrore quelle settentrionali della Francia (ai tempi occupata dalle forze di Adolf Hitler, guidate dalle temibilissime forze combattenti SS Waffen) per andare incontro al proprio destino e per segnare una volta per tutte quello del mondo intero.

Il piano studiato dal primo ministro inglese Winston Churchill, dal presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt e dal capitano delle forze armate USA Dwight D. Eisenhower con l’ausilio dei canadesi, prevedeva che lo sbarco fosse compiuto su 5 spiagge diverse a distanza di qualche decina di chilometri (80 in tutto) dove i soldati, coperti dal fuoco della contraerea, sarebbero dovuti sbarcare all’alba.

La tattica riuscì in parte a sorprendere e dividere le linee difensive tedesche che stazionavamo lungo i pendii della costa, ma se le operazioni ribattezzate in codice Utah, Gold, Juno e Sword andarono a buon fine con un numero tuttosommato limitato di perdite, il vero inferno si scatenò nella striscia di sabbia coperta dall’operazione Omaha.
Su quegli otto chilometri di terra racchiusi tra il mare e le alte scogliere della Normandia, trovarono la morte 3.000 valorosi soldati Alleati, falciati dal fuoco difensivo tedesco piovuto dalle postazioni erette in cima alle scogliere.

Il Vallo Atlantico germanico resse l’urto della penetrazione nemica a oltranza ma, grazie soprattutto all’azione incessante degli aerei inglesi e americani che in 11 mila per tutto il giorno sganciarono bombe e missili sia sui luoghi della battaglia che in Germania per impedire l’arrivo dei supporti, l’esercito Alleato alla fine riuscì a sfondare le linee nemiche. La Luftwaffe tedesca, devastata nei numeri da anni di battaglie aeree, non potè quasi opporre resistenza nei cieli europei. Fu questa la chiave per la svolta della guerra.

Sulle spiagge francesi erano infatti 50.000 gli uomini pronti alla penetrazione in Francia mentre più di un milione attendevano disposizioni dall’altra parte della Manica. L’apertura del fronte occidentale fu l’inizio della fine per Hitler e le sue folli mire imperialiste. Parigi venne liberata il 25 agosto, il 3 settembre Bruxelles, il 4 Anversa con il suo porto intatto.

Nel frattempo, a oriente, l’Unione Sovietica di Stalin proseguiva la sua marcia contro i tedeschi riuscendo, per prima, a penetrare fino nel cuore di Berlino. Hitler fu accerchiato e schiacciato, la guerra contro il Nazismo era vinta, ma a un prezzo altissimo.
Nel solo giorno che oggi viene commemorato persero la vita 4.400 ragazzi dell’esercito alleato (9.000 per i tedeschi), ma alla fine della guerra per la sola conquista della Normandia si contarono 450 mila uomini dispersi tra le fila naziste.

Sbarco-Normandia

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