19 operai di Pomigliano minacciano di denunciare la Fiat

19 operai di Pomigliano minacciano di denunciare la Fiat
Fulvio Guerci

Sono stati reintegrati in fabbrica e ora minacciano di denunciare la Fiat. Succede a Pomigliano, dove i 19 operai sono stati riammessi a entrare nello stabilimento, ma senza prestare alcun servizio. Saranno comunque retribuiti regolarmente su disposizione della Corte d’appello della Capitale. Una decisione che ha scatenato le proteste dei lavoratori e del sindacato della Fiom. Secondo le tute blu, infatti, anche questa disposizione ha uno sfondo discriminatorio; si sono presentati in fabbrica e li è stato comunicato che non si sa dove collocarli.

Loro con ci stanno e chiedono di lavorare con dignità, accusano l’azienda e minacciano denunce. In queste ore gli operai esclusi sono a colloquio con alcuni dirigenti per chiedere che vengano assegnate loro le mansioni che li spettano. Lunedì si erano recati puntuali al lavoro, ma si erano visti cacciare come i colleghi dello stabilimento di Melfi: reintegrati in fabbrica ma di fatto senza lavorare. Intanto la Fiom, nel nome del segretario generale del territorio di Napoli Amendola, ha presentato una diffida nei confronti della Fiat da inviare alla Procura della Repubblica, in quanto perdurano atti discriminatori verso i propri lavoratori. Quest’ultimi pretendono un avviso ufficiale, pubblico, differente dalla comunicazione ricevuta.

Per ora i 19 operai sono in attesa di comunicazioni che possa far conoscere loro le modalità e il perchè di questa scelta. Uno dei lavoratori iscritti alla Fiom conferma che i legali stanno lavorando per avere risposte certe e in breve tempo. Anche il leader nazionale Maurizio Landini attacca la scelta “poco costituzionale” della Fiat, secondo cui questo mancato utilizzo in produzione degli operai è un problema che riguarda tutto il Paese.

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